Spettacolo di narrazione e musica dal vivo liberamente ispirato alle fonti classiche
12 settembre 2020 ore 20.30 - Parco Archeologico delle Terme di Baia - Bacoli (NA) 

Scritto e narrato da Sista Bramini 
Musica di Giovanna Natalini
Canto e viola Camilla dell’Agnola
Canto Valentina Turrini
Percussioni Fabio Cuozzo
Fonica Manuela Alabastro
Disegno Luci Matteo Ziglio
Organizzazione Veronica Pavani 

RASSEGNA IL PARCO IN MASCHERA 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA : https://bit.ly/2ENr6IX

Info/Sito web: https://bit.ly/3jz2sdQ
Facebook: www.facebook.com/parcoarcheologicodeicampiflegrei

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Spettacolo di narrazione e musica dal vivo liberamente ispirato alle fonti classiche 

12 settembre 2020 - Parco Archeologico delle Terme di Baia - Bacoli (NA) 

Com’è nata la Terra? Nell’area archeologica delle Terme di Baia una sorprendente esibizione teatrale ne racconta la genesi con uno spettacolo ispirato ai miti primordiali in cui risuona il genius dei Campi Flegrei. 

“In Gaia Flegrea narro la terribile, meravigliosa scaturigine di Tutto, come Gaia danzando sul pirotecnico magma primordiale creò da sé stessa la Terra e il Cielo, e come dai loro cosmici amplessi, si generarono il Paesaggio, gli svettanti Alberi, i perfetti Animali e tra questi, nomadi e con una strana mente, anche noi: Umane e Umani. Narro di quando Gaia sprigionando calore divenne Flegrea rendendosi fertile e come, mentre le Umane e gli Umani imparavano a tessere e coltivare la Terra, istigò Crono, il figlio Tempo, a evirare il padre Urano che opprimeva ogni sviluppo con la sua insaziabile sensualità. E narro poi come i nuovi dei Olimpici sfidarono i Titani e, aiutati dalla brutalità dei Giganti e l’ingegno tecnologico ma cieco dei Ciclopi, spodestarono la Madre Terra. E ancora di come Gaia Flegrea nascose nell’incredibile Gigantomachia, perché potessimo scoprirlo, il segreto per evolvere e ritrovare un’armonia perduta.
In Gaia Flegrea, intrecciandolo alla musica necessaria di Giovanna Natalini che con struggente forza originaria irrompe prima e oltre le mie parole, ho voluto creare un affresco narrativo fantasmagorico e vivo. Immergendoci nelle nostre radici come davanti ad un oracolo possiamo percepire qualche salutare indicazione sui tempi malsani in cui viviamo, ho voluto lanciare un appello al risveglio e al cambiamento di cui noi e il pianeta vivente che abitiamo abbiamo bisogno.” Sista Bramini

foto di Cristina Vuolo

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